Una prima identificazione del Palazzo si ha nel 1646 come proprietà dell’arcidiacono Giovanni Tegrimi. Verso la fine del 1600 passò al nobile mercante di seta lucchese Coriolano Orsucci, che durante uno dei suoi viaggi d’affari messinesi conobbe l’architetto Filippo Juvarra e rimase così affascinato dai suoi lavori che decise di invitarlo nel Palazzo di Segromigno al fine di commissionargli i lavori di ristrutturazione e abbellimento della proprietà, tesi a trasformarla in residenza signorile.

Le attuali fattezze del Palazzo si devono in parte ai progetti dello Juvarra, alcuni dei quali rimasti purtroppo incompiuti in seguito alla morte di Coriolano Orsucci, insieme ad altri commissionati in periodi successivi dal figlio e dal nipote di Coriolano.

Nel 1836 la Villa passò a S. A. R. Carolina Bonaparte, regina di Napoli e vedova di Gioacchino Murat, che la tenne fino alla morte. Testimonianza di questa illustre proprietaria è custodita tra le polverose pagine dell’atto notarile della vendita della Villa al barone Tossizza, conservato nella residenza.

Tra i successivi proprietari si ricorda Pietro Zanardi Landi, nobile comandante della Crociata Piacentina del 1848, che la tenne fino al 1899, anno in cui fu acquistata dalla famiglia Orlando. Da notare il curioso legame dei vari proprietari con l’attività bellica, una costante tra le personalità che si sono susseguite negli anni, fra cui gli Orlando che furono armatori durante la Seconda guerra mondiale.

Di rilievo storico-artistico le due grandi tele del salone rappresentanti rispettivamente il Ratto delle Sabine e Orazio Coclite sul ponte Sublicio, gli stucchi dei soffitti nei vari saloni, conservati nelle loro originali fattezze, e gli elementi decorativi del portale della chiusa degli agrumi, memori dei progetti dello Juvarra e del gusto della famiglia Orsucci.

La Villa non porterà il nome degli attuali proprietari ma della famiglia Orsucci, il cui contributo è testimoniato dalla targa apposta sulla facciata posteriore della Villa riportante le seguenti parole:

“VILLAM CORIOLANO ORSUCCIO F.L. EXTRUCTAM
CAROLUS FILIUS AUXIT
LAURENTIUS NEPOS PERFECIT. ANNO MDCCLXXXI”